Tratto da: Italia Oggi del 2 febbraio 2000 - Sezione Marketing pag. IV Riproduzione riservata
Binetti spiega i segreti del nuovo processo Smile & Excel
Così catturo i clienti
Con la formazione e premi ai commessi
Di Francesco Briglia
Il 65% dei clienti riceve un servizio mediocre e il 75% non si considera ancora soddisfatto del comportamento delle imprese. E’ questo lo scenario piuttosto desolante in tema di customer satisfaction disegnato da Giovanni Binetti e dalla sua società di consulenza Value Marketing srl. Scenario che vede collaboratori di prima linea e commessi non coinvolti nei piani strategici aziendali, del tutto incuranti dell’andamento delle vendite, e dunque incapaci di soddisfare le esigenze sempre più pressanti dei consumatori. Per migliorare il quale, mettendo le aziende in condizione di superare le attese dei clienti e differenziarsi dalla concorrenza, Binetti ha elaborato il nuovo processo Smile & Excel.
"La soddisfazione del cliente", spiega lo stesso Binetti, "si costruisce sempre più sul front-line, ovvero attraverso il comportamento dei collaboratori di prima linea a diretto contatto con il pubblico. Nella testa dei consumatori, infatti, la faccia dell’azienda corrisponde a quella del commesso al banco, e sono sufficienti un piccolo incidente o un gesto sbagliato per mandare tutto all’aria. Smile & Excel si propone di intervenire in modo organico e continuativo sul rendimento dei collaboratori".
Il processo, ideato nel ‘95 e andato via via affinandosi si compone di diverse fasi. Dopo un primo momento esplorativo, in cui consulenti di Value marketing osservano ambiente di lavoro e aspettative dei clienti, si passa al primo ciclo di rilevazioni sul campo effettuate in incognito. Clienti misteriosi si aggirano sul punto vendita per verificare comportamenti non ideali e acquisire un termine di paragone per valutare i progressi futuri. Ultimata la rilevazione, si passa poi a un primo ciclo d’aula, dove si misurano l’orientamento dei collaboratori e la loro soddisfazione, e si comincia il processo di formazione vero e proprio. "In questa fase del processo", spiega ancora Binetti, "cerca di elaborare e mettere nero su bianco, insieme ai collaboratori, una missione, uno standard di un comportamento, e, infine, un vero e proprio decalogo con le regole da seguire".
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Dr Giovanni Binetti
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A questo punto, si apre una fase di intermezzo in cui i consulenti di Value marketing favoriscono e riducono le eventuali resistenze all’ applicazione degli standard di comportamento individuati, istituiscono premi di rendimento per i collaboratori e tengono riunioni a cadenza quindicinale. Mentre due mesi dopo il termine del primo ciclo d’aula si aprono la seconda fase di rilevamento sul campo e un’altra serie di lezioni teoriche."Nel secondo ciclo di rilevazioni", racconta Binetti,"effettuate ancora una volta con la tecnica del cliente misterioso, l’obiettivo è di individuare e segnalare ai collaboratori le situazioni migliorate e quelle ancora da migliorare.
Mentre nelle successive lezioni si analizzano modi e strategie per arrivare finalmente all’eccellenza nel rapporto coi consumatori".
L’intero processo dura all’incirca 10 mesi, e si conclude con la pubblicazione e distribuzione ai clienti del Decalogo dei collaboratori . "L’applicazione integrale del processo Smile & Excel", sostiene Binetti, "può garantire incrementi del 10% sul fatturato e sulla quota del business dei clienti ottenuta dall’azienda, del 15% sul numero dei clienti più soddisfatti delle aspettative, dell’8% sulla quota di clienti che ritornano e del 18% sul cross selling. Ma il processo non deve essere mai considerato concluso in modo definitivo, e va anzi mantenuto vivo attraverso una continua attività di controllo e aggiornamento". (riproduzione riservata)
Tratto da:Italia Oggi del 2 Febbraio 2000 - Allegato "Turismo Oggi" pag. 7
Riproduzione riservata
E’ questo il risultato di uno studio condotto da Giovanni Binetti della Value Marketing srl
Alberghi
Come far tornare i clienti: la ricetta è puntare sul front-line
Di Antonella Gorret
Sorprendere i clienti di un albergo superando le loro attese. Riuscire a raggiungere una tale professionalità da soddisfarli più di quanto si aspettino, differenziandosi dalla concorrenza. La ricetta per raggiungere questi risultati è puntare sui collaboratori front –line. E’ questo il risultato di uno studio condotto da Giovanni Binetti, senior project leader della Value Marketing, società di consulenza di Milano, secondo il quale "è il pelo nell’ uovo che fidelizza il cliente all’ albergo e lo induce a ritornare, soprattutto in una situazione altamente concorrenziale". "Tra l’altro", continua Binetti,"i clienti fedeli sono i più profittevoli perché meno sensibili al prezzo".
Ma qual è il pelo nell’uovo, secondo la Value Marketing, che i collaboratori front-line di un albergo devono cercare?
Il servizio di sveglia.
Alla maggior parte degli uomini d’affari è capitato di non essere svegliato al mattino. Questo può rappresentare un motivo d’ansia. Superare le attese del cliente significa dargli il massimo per tranquillizzarlo sul fatto che verrà svegliato all’ora richiesta, attraverso la riconferma delle notizie.
Altro consiglio è quello di ripetere la sveglia per controllare che il cliente non si sia riaddormentato. Oppure proporre all’ospite il servizio sveglia al momento dell’accoglienza. Nel 95% dei casi non avviene niente di tutto questo.
Presentazione dei servizi.
Il cliente quando arriva in camera si trova in un ambiente che non è il suo. Pur avendo a disposizione il climatizzatore o il bagno con idromassaggio, non sa utilizzarli. L’ideale sarebbe che il bagagista, quando accompagna il cliente in camera, presentasse i servizi offerti.
La percentuale degli alberghi in cui ciò non accade supera il 95%.
Accoglienza.
Di solito, l’addetto al ricevimento serve più clienti contemporaneamente rispondendo anche al telefono. Il tutto tenendo lo sguardo basso. In questo caso il comportamento ideale dell’ operatore sarebbe quello di dare con un cenno del viso riscontro all’ospite, o meglio ancora scusarsi.
Secondo la Value Marketing, spiega Binetti, un'azienda dovrebbe cercare il pelo nell’uovo attraverso due tipi di rivelazione:
il cliente misterioso, che ha per caratteristiche l’oggettività, dal momento che la sua rivelazione non è filtrata da nulla. Il suo compito, infatti, è di fare un riscontro tra il comportamento che l’operatore dovrebbe avere svolgendo le sue mansioni e quello che, invece, ha. Non è, inoltre, riconoscibile dal personale. Il cliente misterioso una volta uscito dall’albergo compila immediatamente un questionario e, dopo qualche giorno viene controintervistato dalla Value Marketing:
la customer satisfaction che abbia come requisiti una maggiore rappresentatività, questionari più dettagliati (per esempio: quando si fa al cliente una domanda sulla cortesia del personale, si deve declinare e definire la cortesia nelle sue componenti), o minore importanza di un fattore rispetto a un altro.
Secondo i dati diffusi dalla società guidata da Giovanni Binetti, migliaia di verifiche con la tecnica del cliente misterioso dimostrano che almeno il 65% degli ospiti di un albergo riceve un servizio soltanto mediocre e decine di studi sulla customer satisfaction dimostrano che almeno il 75% degli ospiti non si considera particolarmente soddisfatto e quindi, se rimane fedele, è solo per convenienza economica o comodità logistica.
Il processo ideato dalla Value Marketing, lo Smile & Excel:
Induce i collaboratori dell’azienda alberghiera a prendere atto che alcuni loro comportamenti non sono ideali e che devono essere migliorati;
Trasmette loro i principi, le tecniche e gli strumenti per superare le attese dei clienti;
Premia quelli che raggiungono gli obiettivi che essi stessi hanno fissato.
In una catena alberghiera italiana l’azienda e il sindacato dei lavoratori, rivela Binetti, hanno deciso di assegnare il premio di fine anno in base alla qualità della prestazione offerta, controllata attraverso la tecnica del cliente misterioso.
Tratto da: MediaKey del Gennaio/Febbraio 2000 - pag. 15 Riproduzione riservata
Superare le aspettative del cliente
Nelle aziende della distribuzione e dei servizi il comportamento del personale di front-line puo vanificare, o all' opposto amplificare l'efficacia degli investimenti aziendali finalizzati alla customer satisfaction
Di Massimo Bonato
Grandi aziende di servizi come società di autonoleggio e catene alberghiere, ma anche catene della distribuzione moderna investono cifre spesso ingenti per conoscere la soddisfazione dei loro clienti. Eppure spesso non danno molta importanza al fatto che la prima causa dell‘ effettiva soddisfazione del cliente risiede nel comportamento dei loro dipendenti che operano a diretto contatto con il pubblico.
Value Marketing, una società di consulenza specializzata in rilevamenti del comportamento sui punti vendita, ha affrontato questo delicato tema, organizzando un seminario dedicato ad un insieme di tecniche sviluppate ad hoc negli Stati Uniti e da essa già applicate con successo in Italia.
Una situazione a rischio Ogni azienda, specialmente nel settore dei servizi, considera oggi la soddisfazione del cliente come un imperativo strategico. Di fatto, i clienti diventano fedeli solo se ricevono un servizio superiore alle attese. L’esperienza di Value Marketing dimostra invece, attraverso migliaia di verifiche eseguite con la tecnica del Cliente misterioso®, che almeno il 65% dei clienti riceve un servizio soltanto mediocre presso i punti vendita. Questo è confermato da decine di studi sulla custorner satisfaction, che evidenziano come almeno il 75% dei clienti non si considera particolarmente soddisfatto, e quindi è "a rischio". Di solito. i dipendenti di front-line non si comportano in maniera ideale con la clientela perché non ricevono riscontri diretti sulla qualità del loro comportamento, e conseguentemente non percepiscono la necessità di migliorarsi. Quando anche siano oggetto di corsi di formazione basati sulle tecniche tradizionali, molti collaboratori non modificano significativamente il loro comportamento perché lo ritengono già adeguato e innalzano, più o meno consapevolmente, barriere difficili da abbattere. Per superare questa impasse nascono le tecniche presentate da Value Marketing, riconducibili ai 7 fattori chiave elencati nella tavola a fianco.
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SETTE FATTORI CHIAVE PER INDURRE I COLLABORATORI A MIGLIORARE
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Dimostrare i punti deboli del loro comportamento con i clienti
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Stimolarli a una convinta autocritica
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Portarli a individuare autonomamente e a pianificare i
miglioramenti necessari
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Dotarli dei principi e dei metodi efficaci per superare le attese dei clienti
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Assicurare un feedback regolare sui loro progressi
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Dimostrare che l’azienda si preoccupa anche della
soddisfazione dei propri collaboratori
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Premiarli per i risultati conseguiti nella soddisfazione dei clienti
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La prima fase del processo:
rilevazioni sul campo
La fase iniziale del processo ha l’obiettivo di acquisire direttamente nei punti vendita le prove della coesistenza di comportamenti non ideali da parte di alcuni dipendenti e di comportamenti ideali da parte di altri, per quanto più o meno discontinui. Le rilevazioni servono inoltre a costituire un termine di paragone per valutare i successivi progressi.
La tecnica adottata è quella ampiamente sperimentata del Cliente mtsterioso®: visita in incognito dei punti vendita dell’azienda e della concorrenza, con ruolo di cliente potenziale o effettivo (secondo i casi). L’oggetto della rilevazione va definito caso per caso: comprenderà fattori come l’accoglienza al cliente, la pro-attività (che dovrebbe manifestarsi con domande per capire i bisogni del cliente), e poi l’aderenza alle tecniche di vendita ideali e, se esistenti, agli standard di comportamento prefissati dall’azienda.
La rilevazione del Cliente misterioso® va integrata con interviste personali da effettuare subito dopo l’acquisto a clienti reali, per ottenere risconto oggettivi degli effetti dei comportamenti tenuti dai collaboratori.
L’attività in aula
Gli elementi raccolti costituiscono la base per l’attività di formazione o, meglio, di "autoformazione", che avviene a sessioni distinte per il personale con ruoli di responsabilità (capisettore, capireparto, ...) e per i loro collaboratori. Il ciclo si apre con la compilazione di questionari finalizzati a far emergere l’orientamento al cliente dei singoli partecipanti, ma anche, in modo anonimo, la soddisfazione nei confronti del lavoro e dell’azienda. Il passaggio chiave sta nell’indurre i collaboratori a prendere atto, sulla base dei risultati delle rilevazioni sul campo, del fatto che i bisogni dei clienti siano più psicologici, profondi e complessi di quanto pensino. Occorre dimostrare ai collaboratori che essi non sono abbastanza allineati ai clienti, ovvero che tendono a impegnarsi sui fattori meno importanti e a trascurare quelli decisivi. In pratica, devono essere i dipendenti stessi, sotto stimolo, a elencare i fattori di customer satisfaction, a ordinarli per importanza, a valutare il proprio impegno su ognuno di loro, e ad auto-criticarsi. Gli stessi dipendenti devono quindi arrivare a elaborare, sempre assistiti dai consulenti, una propria Missione, centrata sui bisogni dei clienti, e da li un Decalogo e uno Standard di comportamento verso i clienti (vedi tavole).
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UN ESEMPIO DI MISSIONE E DECALOGO PER I COLLABORATORI
Missione:
Aiutiamo tutti i clienti ad acquistare i prodotti/servizi più adatti ad essi, nel i minor empo possibile e nel modo piu amichevole.
Alcune voci tipiche del Decalogo:
Trattiamo i clienti come vorremmo esser trattati noi stessi
"Amiamo" tutti i clienti, anche quelli che non lo meriterebbero
Offriamo ad ogni cliente più di quello che si aspetta
Pratichiamo il cross-selling come modo per soddisfare meglio il cliente
Consideriamo il reclamo come una buona occasione per rendere fedele il cliente |
UN ESEMPIO DI COMPORTAMENTO STANDARD VERSO I CLIENTI IN ATTESA DI ESSER SERVITI
Trasmettere ai clienti in attesa l’impressione di essersi accorti del problema
Scusarsi periodicamente (ogni pochi minuti)
Non rispondere al telefono
Non dedicarsi a compiti diversi dal servizio
Se possibile, chiedere l’intervento di un collega |
I follow-up
Dopo la fase in aula, i collaboratori devono esser coinvolti in prima persona nella diffusione della Missione, del Decalogo e dello Standard di comportamento: è fondamentale la costituzione di comitati "zero difetti" che coinvolgano collaboratori di diversi livelli di responsabilità, che si riuniscano quindicinalmente per individuare possibili problemi e proporre correttivi.
Con la stessa finalità di coinvolgimento, è altrettanto fondamentale istituire dei premi d‘eccellenza, che possono essere formali o sostanziali, destinati non a singo1i collaboratori ma a squadre (un settore di un punto vendita, un intero punto vendita, eccetera). Premi che verranno assegnati sulla base di periodiche rilevazioni sul comportamento effettivo dei dipendenti (Cliente Misterioso) e sulla soddisfazione dei clienti (intervistati personalmente).
Cicli periodici di attività in aula sono infine utili a mantenere elevato il coinvolgimento, oltre a costituire l’occasione per la presentazione dei risultati delle nuove rilevazioni, e per l’assegnazione dei premi. Cicli che continueranno a impegnare l’azienda e i collaboratori in vista del vero premio finale:
superare le aspettative del cliente.
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